martedì 5 febbraio 2019

Noi gente di mare, nell'Isola che c'è! Domenica 10 febbraio al Chaikhana


DOMENICA 10 FEBBRAIOORE 19"NOI GENTE DI MARE"

L'Associazione Circolo Culturale Chaikhana, ha il piacere di invitare

soci, amici e amanti della fotografia alla mostra del nostro grande

e sensibile fotografo Angelo Stama

Scatti che incantano, scatti che trasmetto emozioni...
scatti per di "NOI GENTE DI MARE"
"Quella forza salmastra che ci rende simili alle onde misteriose" Andreina Moretti
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DOMENICA 10 FEBBRAIO ORE 19L'ISOLA CHE C'E' ECOLOGIA E AMBIENTE“L’ISOLA CHE C’È”A cura di: Danilo FEROCI

Quante cose si possono conoscere in un giorno, solitamente prestiamo poca attenzione all'ambiente circostante, semplicemente non ci facciamo caso, eppure in un solo giorno può capitare che una semplice e tranquilla giornata diventi indimenticabile. Nel corso degli anni la mia esperienza nell'escursione in questa “oasi” è cominciata come un gioco, poi si è trasformata in un raduno, successivamente in evento solo per sottolineare che la vita della nostra “oasi” deve essere salvaguardata. Una riflessione talvolta sconcertante mi porta a denunciare alcuni aspetti del luogo che rischia di sprofondare precocemente nel fondo del mare. Ho cercato di unire diversi puzzle, alla fine è venuto fuori un documentario spero interessante. Nel corso della serata saranno presenti i protagonisti del film che ci aggiorneranno sull'attuale situazione del fantomatico “posto”.

A cura di: Danilo FEROCI
Presentazione del progetto "La Fontana del Santo" e
APERITIVO SOLIDALE




venerdì 25 gennaio 2019

Invasiòn Silenciosa/Incontro con l'autore Raul A. Dìaz


SABATO 16 FEBBRAIO 2019 ORE 19

INVASIONE SILENZIOSA 

di Raul A. Dìaz

 Incontro presentazione a cura del Giornalista RAI Umberto Braccili


Il gruppo SolidAli con il Venezuela & il Circolo Culturale Chai Khana Roseto, hanno il piacere di invitarvi all'incontro dibattito e presentazione del libro "INVASIONE SILENZIOSA" del giornalista venezuelano Raul Alberto Diaz
Intervista e presentazione a cura del giornalista RAI Umberto Braccili

IL LIBRO:
In America Latina un progetto d’invasione fu consumato in silenzio, dopo diversi tentativi di occupazione con la forza.
Uno degli ostaggi del primo tentativo di colpo di stato in Venezuela nel 1992, ci racconta questo romanzo di tra la realtà e la finzione su un'occupazione avvenuta attraverso l'infiltrazione di agenti e consisteva nella trasformazione di un sistema democratico, per portarlo al comunismo.
Per raggiungere il loro obiettivo, hanno usato l'indottrinamento di massa, prima della sottomissione della popolazione attraverso la fame, i confini e il controllo economico, causando il più grande caos e diaspora registrata nelle Americhe.
Tuttavia, le ricchezze del paese invaso erano così grandi che il progetto di origine politico fu trasformato in saccheggio di denaro, oro, petrolio, uranio, diamanti e torio, il più grande nella storia.

L'AUTORE:
Raul Alberto Diaz, Giornalista scrittore, autore di "La Truffa del Secolo".. Dopo essere fuggito dal suo nativo Venezuela, decide di scrivere questo romanzo di realtà fittizia la cui trama congelerà i suoi lettori e permetterà loro di conoscere il quadro creato dai leader di una corrente di pensiero la cui fonte di idee si è esaurita con il progresso della società e la sua terza rivoluzione industriale. La storia racconta di come una nazione sia stata invasa silenziosamente, come ultima risorsa dopo diversi tentativi di farlo con la forza e sottoposta a una trasformazione a cui ha sempre resistito.



martedì 27 novembre 2018

Storia della liquirizia in Abruzzo presso il Chaikhana


Incontro con il Dott. Adriano Di Santiis
Per la presentazione del suo libro: “Storia della liquirizia in Abruzzo” con la casa editrice Ricerche&Redazioni. 
La liquirizia, conosciuta e coltivata sin dal 1400. Già nel Medioevo, i frati domenicani estraevano il succo di liquirizia, tra i primi a diffondere l’uso della virtuosa radice in tutta Europa. 
l'Abruzzo già nell'800 si affermava nel panorama dolciario italiano come una delle regioni più' attive nella produzione di liquirizia che, richiamava molti forestieri soprattutto calabresi che spinti proprio dalla cospicua presenza di questa pianta utilizzavano i territori costieri abruzzesi come terre di conquiste e di imprenditoria. 
In un viaggio nel tempo sotto la guida dell'autore, ci addentreremmo nella storia del nostro territorio, conoscendo e approfondendo su come una radice nasconda in se non solo tanta bontà, ma tanta storia delle radici del popolo abruzzese!

"Il libro di Adriano De Ascentiis racconta per la prima volta l'affascinante storia della presenza, coltivazione e trasformazione della liquirizia in Abruzzo, con un focus sulla città di Atri. La presentazione è firmata dal naturalista Aurelio Manzi.
Fin dall’antichità la radice di liquirizia è stata utilizzata dall’uomo come farmaco, fino a quando, intorno al ’700, ne vennero scoperti gli utilizzi alimentari e dolciari.
L’autore ripercorre le vicende che legano questa radice alle genti dell’Abruzzo, soprattutto quello costiero. Un viaggio che, attraverso un’approfondita ricerca d’archivio, permette al lettore di tuffarsi nelle storie che hanno consentito la nascita di una vera e propria economia, dove opifici, operai e contadini sono stati per un lungo periodo attori di un processo di industrializzazione di territori altresì strettamente legati all’agricoltura di sostentamento e alla pastorizia.
Nei vari capitoli del volume troverete informazioni inedite, racconti di vita, fotografie, cartografie e stampe antiche che vi aiuteranno a comprendere il forte legame diqueste terre con la “radice dolce”.
Nella foto (a pagina 60 del volume), il reparto forme per scatolette Tabù della Menozzi De Rosa, anni ’50." Giacinto Damiani (Ricerche e redazioni Editore)


lunedì 19 novembre 2018

martedì 13 novembre 2018

Aperitivo letterario & Incontro con l'autore: Salvatore D'Ascenzo


DOMENICA 25 NOVEMBRE 2018 ORE 18

Aperitivo letterario & Incontro con l'autore: Salvatore D'Ascenzo
"L’uomo vuole andare sulla luna senza calpestare le aiuole", è una raccolta contrassegnata, sin dal titolo, dal paradosso. 
A essere ritratti nei brevi racconti che la compongono, sono tutti quegli ultimi che la società “bene” lascia volutamente ai margini coloro che risultano essere incapaci di alzare l’interesse della collettività che si muove con i suoi riti all'interno delle trappole che crea per se stessa.
Si crea così, racconto per racconto, una sorta di parabola dell’uno contro molti, sia quell'uno il detenuto, il clochard o semplicemente il ragazzo comune che, sotto nomi strampalati ed antiquati, racconta la storia di chi non sa o non vuole darsi la maschera del vincente. Realtà e paradosso si mescolano per raccontare lo sguardo di tutti questi ultimi cui, in fondo, è delegata la capacità di ‘vedere’: sono essi, pur ridotti sulla strada o schiacciati dagli incubi o dalla follia, a trovare nei meccanismi stritolanti delle convenzioni sociali il bello che la natura può offrire, come la pioggia che il detenuto, unico, scruta con vivo interesse dalla sua cella, o come lo spettacolo offerto dagli uccelli che si radunano a gruppi sopra la stazione che il clochard osserva mentre, attorno a lui, la folla cerca di immortalare la bellezza con i cellulari, perdendola.
Sono gli ultimi protagonisti della raccolta che, con il loro sguardo impietoso, svelano la pochezza di una società più impegnata a rappresentarsi che a vivere; sono loro che, infine, sembrano aver scoperto “l’anello che non tiene” di montaliana memoria. Essi si rivelano, così, vincenti pur nelle sconfitte quotidiane. 
Lo stile della narrazione passa, dunque, dal sorriso, all'amarezza, alla fascinazione dell’incubo per ritrarre una società festaiola che emargina chi non si allinea, mentre soffoca se stessa.

AUTORE: Salvatore D’Ascenzo, 
classe ’82, è istruttore cinofilo. I suoi interessi vertono, principalmente, sull'etologia e la biodiversità.
Ha svolto attività umanitaria in Italia e all'estero, lavorando presso l’orfanotrofio “Kidane Mehret” di Addis Abeba e presso il Campo “Aida” di Betlemme. È stato inviato per la Casa editrice Evoé nel Nepal distrutto dal disastroso terremoto del 2015, dando alle stampe il reportage Mattoncini rossi che è stato tradotto e distribuito in Canada col titolo Red Bricks. I fondi raccolti dalla vendita del libro hanno contribuito alla ricostruzione di una scuola nel distretto di Dhading a Kathmandu.
Per la Casa editrice Evoé ha pubblicato, inoltre, la raccolta Colpi di coda e I numeri dispari sono di troppo, libro scritto in collaborazione con otto detenuti di alta sicurezza del Carcere di Castrogno a Teramo. 
Con la infinito edizioni ha pubblicato The beagle’s. Storia e leggenda di un Don Chisciotte a quattro zampe e il romanzo per bambini La Ballata del sottosuolo con Il ciliegio edizioni. Ha partecipato, inoltre, all’antologia Alla prossima fermata edita da DistanzeLab.